La battaglia del fango

Non scadremo nella battaglia del fango in cui, stranamente, Repubblica Futura continua a voler trascinare Libera da prima dell’inizio della campagna elettorale.

Ma visto che i suoi membri, vecchi, nuovi e magicamente ritrovati, continuano ad offendere pubblicamente nostri rappresentanti istituzionali con epiteti ingiuriosi e vere e proprie falsità che non si addicono a chi si vanta, fin troppo spesso, di un livello culturale superiore alla media, sono doverosi alcuni, ennesimi, chiarimenti ai cittadini che leggono certe fanfaronate velenose.

Andiamo con ordine.

A tre mesi ormai dalla crisi di governo, in Repubblica Futura non ci si è ancora resi conto di come la fine anticipata della scorsa legislatura non sia dovuta a capricci, ad eventuali promesse di poltrone, o ad ingenuità. La fine anticipata della scorsa legislatura è dovuta a dinamiche che impedivano l’adozione delle riforme fra cui alcune interne alla ex maggioranza, causate da chi ha messo Banca Centrale e alcuni membri in particolare del Consiglio Direttivo nel mirino appena è stato rimosso l’ex Direttore Moretti e si è iniziata a ventilare l’iniziativa di rigore su Banca CIS – ripetendo in molteplici incontri epiteti e argomenti usati dall’ormai tristemente famoso Marino nella telefonata con l’altrettanto tristemente famoso Nicola –, da chi ha fatto il muro di gomma per mesi per impedire l’implementazione del progetto che punta ad aprire il mercato delle TLC, da chi ha visto l’apertura di canali di dialogo con l’opposizione come fumo negli occhi, da chi ha messo di punto in bianco nel mirino la sanità pubblica per farne un bacino elettorale, da chi, quando si sono palesate le difficoltà per il Governo, ha iniziato a sostenere che non era più il momento di fare le riforme ma era il caso di rimediare in qualche modo un finanziamento e cominciare a fare politiche accattivanti attira-consenso in vista della ormai prossima tornata elettorale. Potremmo continuare ancora, parlando per esempio della gestione “della prima ora” della Segreteria alle Finanze, che quando si trattava di dover essere difesa chiedeva l’aiuto dei compagni di via delle Tamerici, ma quando doveva prendere le decisioni si fermava un pochino più in su, dalle parti di Valdragone.

Per non dire poi della messinscena della vendita di Banca Cis ad acquirenti farlocchi sulla base di documentazione che con un eufemismo si può definire opaca. Un’operazione che mirava, per l’ennesima volta, a salvare chi ha prodotto centinaia di milioni di perdite mettendo a rischio i soldi dei risparmiatori e del fondo pensioni.

Tutto questo ha fatto cadere la fiducia che aveva tenuto compatti i gruppi di Adesso.sm di fronte alla guerra senza quartiere scatenata da un’opposizione teleguidata da alcuni poteri che si stava cercando di scardinare.

Dovrebbe essere chiaro, quindi, che la fine della legislatura non è stato causata da un cortocircuito di strategie politiche, che Repubblica Futura immagina forse perché alcuni suoi protagonisti hanno gestito fasi simili in un passato anche piuttosto recente.

C’è chi passa le sue serate a stendere strategie e tattiche per vincere la sua personale guerra contro tutti e c’è chi prova a fare quello che ritiene sia meglio per il Paese. Chiudere un’esperienza di governo che era andata in stallo – proprio in un momento in cui i conti dello Stato chiedevano scelte urgenti – e che aveva visto svanire la fiducia fra le sue componenti, era sacrosanto e quanto mai necessario.

E questa scelta difficile non è stata fatta a causa di accordi sottobanco, come in passato forse è successo e come qualcuno non riesce a non pensare evidentemente per deformazione mentale. E’ stata fatta con alcuni documenti firmati e resi pubblici che chiedevano un momento di responsabilità nazionale che altri (non noi) oggi si sono rimangiati. Alla luce di questa inversione di rotta di chi ha firmato con noi quei documenti, Libera si colloca all’opposizione. Niente di strano, o di elettrico.

Chiarito per l’ennesima e speriamo definiva volta questi passaggi, invitiamo Repubblica Futura a iniziare a guardare in casa propria, piuttosto che in quella d’altri, per riorganizzare un partito pieno di persone perbene e capaci che sono state sacrificate per le decisioni di un cerchio magico che ha portato una componente, evidentemente, a fagocitare tutte le altre.

Buon lavoro.

Libera

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